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Fondo Fotografico
   
Renato Luparia
 

Colori del Monferrato


Colline dalle dolci forme, spesso dominate da torri e castelli; geometrie di vigneti e campi che formano composizioni astratte. Maestosi alberi isolati sorvegliano come vecchi saggi la campagna circostante; cascinali e capanni sulla cima delle colline denunciano la presenza dell’uomo.
Il Monferrato, quella parte di Piemonte racchiusa tra l’Astigiano ed il Casalese, a Sud del corso del Po, conosciuto per la buona cucina, i preziosi tartufi e gli eccellenti vini, offre anche panorami splendidi, proponendo un connubio tra uomo e natura armonioso e ben amalgamato. Mentre i vini invecchiano nel buio degli “infernot”, le cantine scavate nel tufo, la natura affascina con i suoi colori cangianti al mutare delle stagioni.
In primavera frutteti e prati sono in fiore, campi e vigne si vestono con il colore solare del tarassaco, rosseggiano più tardi con i papaveri, per trasformarsi in estate nell’oro del grano maturo.
L’autunno si annuncia, con i filari allineati lungo le dorsali dei colli, carichi di preziosa uva, i vigneti si popolano per la vendemmia, poi ritorna il silenzio e le foglie bagnate di rugiada sembrano tavolozze di colori, passando dal verde, al giallo, al porpora, al bruno.
Cominciano le prime nebbie, borghi e colline emergono come isole dal fondovalle, la brina orla con merletti di ghiaccio le foglie già cadute. Ed infine la neve, con il suo manto candido cancella ogni asperità del terreno esaltandone le linee essenziali.
Vento e gelo portano giornate di cielo terso, s’intravede la catena delle Alpi con le cime innevate; le colline mostrano, tra le zolle del terreno lavorato, venature dai colori inaspettati. Colori come quelli che regalano certi tramonti, quando il cielo monferrino si tinge di rosso, ad auspicare bel tempo per l’indomani.
Il Monferrato è una terra da riscoprire per la bellezza della sua campagna; un fascino discreto, mai appariscente, che si svela un poco alla volta per farsi conoscere, apprezzare e amare.
 

In viaggio nei grandi spazi


Fotografie di viaggio in luoghi dove la natura è più imponente, dove gli spazi sono immensi e la figura umana è piccola piccola; luoghi dove spesso l’unico rumore è il fischio del vento che incute ai viaggiatori l’obbligo di un religioso silenzio.

Sono immagini scaturite dall’emozione di trovarsi a tu per tu con l’immensità di un paesaggio e il desiderio di trasmettere attraverso la fotografia i sentimenti.

Scriveva Pascal nei “Pensieri” “Quando considero il piccolo spazio che occupo e anche quello che vedo perduto nell’infinita immensità degli spazi che ignoro e che mi ignorano, mi atterrisco e mi stupisco di vedermi qui piuttosto che altrove…”
 

 
Biografia

Renato Luparia (Luce e Paesaggio)
Fotografo iscritto all’ordine dei giornalisti-pubblicisti, nasce a Casale Monferrato nel 1949.
Si interessa di fotografia fin dagli anni ’70, presentando mostre personali, partecipando ad esposizioni collettive e ricevendo premi in concorsi nazionali e internazionali.
Predilige la fotografia di paesaggio, le immagini di natura, i giardini e il reportage di viaggio, prevalentemente geografico.-ambientale, pianificando differenti viaggi in diverse parti del mondo.
Collabora con diverse riviste, tra le quali:
“Garden-vivere il Giardino”, “La Vita casalese”, settimanale di Casale M.to, “Il Nuovo Giornale” di Alessandria (dal 2002 al 2005), e con i giornali on line www.verdetellus.it e www.agenfax.it.
Ha realizzato diversi progetti editoriali ed immagini per le pubblicazioni: “75 anni dell’acquedotto del Monferrato” (2005), “Conzano e le sue parrocchie” (2004), fornendo fotografie per “Pagine del Piemonte” con un ampio servizio sui colori del Monferrato alessandrino (inverno 2005-2006) e per il calendario per la Mazzetti d’Altavillla (2007).
Una sua immagine è pubblicata nel volume “I grandi Fiumi del Mondo” ed. White Star (2006) e sul calendario dei Grandi Giardini Italiani (2007).