Claudio Argentiero

Da trent’anni si occupa di fotografia.

È da sempre interessato alla documentazione del territorio e dei mutamenti avvenuti nel tempo, legati al decadimento dell’industria manifatturiera e alla trasformazione del paesaggio.

Dal 1988 cura e organizza mostre ed eventi fotografici di rilievo, collaborando attivamente con Enti statali e privati in Italia e all’estero.

Con specifici e competenti collaboratori progetta archivi con la finalità di raccogliere fotografie del passato e del presente, da divulgare e tutelare per una memoria collettiva.

È ideatore e curatore del Festival Fotografico Europeo, giunto alla 8^ edizione, e di rassegne annuali volte alla promozione di fotografi emergenti, della scoperta di archivi celati e di attività didattiche rivolte alle scuole.

Il suo obiettivo primario è sempre stato quello di attivare relazioni culturali con altri Paesi, con la finalità di far conoscere artisti di altre culture, approfondendo il linguaggio espressivo e divulgando il lavoro di artisti italiani nel mondo.

Ama il b/n e la tecnica dell’infrarosso che sviluppa e stampa personalmente.

Ha sperimentato le antiche tecniche di stampa giungendo alle più moderne tecnologie digitali di stampa fine art, ottenendo la certificazione da Epson con la qualifica di stampatore fine art museale.

Ha esposto in Italia e all’estero, ad Arles (Francia), tempio della fotografia mondiale, dal 2004 ad oggi, in contemporanea ai RIP. È presente al Carrousel du Louvre di Parigi nell’ambito di Fotofever, al Mois de la Photo di Grenoble FR e in Cina a Photo Beijing, anche come conferenziere, e a eventi di carattere fotografico e artistico rivolti al collezionismo. Ha al suo attivo oltre venti libri, e nuovi volumi sono in uscita nel 2019.

È ideatore e Presidente dall’origine dell’Archivio Fotografico Italiano e photo editor dei libri da collezione della collana d’autore Afi. Sue immagini fanno parte di collezioni pubbliche private, italiane e straniere.

Figure Silenti

Ti muovi tra meste figure allietando gli sguardi. Sei Divinità di luce, sgorghi chiarori muovendo le ali dal bianco lucente, con soffici gesti che divengono canto, melodia, felici sussurri. In punta di piedi ti ergi tra statue perenni, cogliendo silenzi nell’ombra celati. Tutto è immobile, indugi ricami di vita, che rischiari tra volti perpetui e quieti, sognando orizzonti e solitudini assorte. Ti vesti di luce sorgendo dal buio, mentre i respiri vagano liberi tra corpi e pensieri. Malinconie e gioie si fondono in un abbraccio che conforta le anime, tra canti e palpiti smarriti, che i chiarori cullano. ( CA)

L'anima delle risaie

Non si può non restare piacevolmente sorpresi dalla pregevole ricerca fotografica, oramai decennale, condotta da Claudio Argentiero nelle terre del riso, tra Vercelli e Novara.

Il suo viaggio inizia quasi per caso, attratto da storie tramandate più che da un gusto estetico e, ancora più, dal bisogno di relazionarsi con la gente “della fatica” che per curiosa sete visiva. Un percorso tra risaie squadrate, linee geometriche piatte a perdita d´occhio, tra volti segnati dal tempo e dai ricordi, celati spesso in nude pietre, dove inesorabilmente si incontrano tracce di dolori consumati tra le risaie, vinti dai ritmi di lavoro, spesso in condizioni ambientali proibitivi.

Filari di alberi, paesaggi multiformi, specchi d’acqua dove cielo e terra dialogano, svelano quindi morbide vedute, impreziosite da liriche atmosfere rarefatte, lontane dal realismo, come in un miraggio nel quale è concesso perdersi, abbandonare le proprie sicurezze e lasciarsi stupire dalle più piccole cose. Ed ecco la gente e i moti dell’animo al passare del tempo, visi canuti e rugosi sorrisi diventano incisivi quadri narrativi che evocano l’epopea delle mondariso, suggerendo riflessioni su ciò che fu e quello che diviene.

Alfiuccia Musumeci







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