DI JINJUN

Jinjun è nato a Shanxi nel 1978. Si è laureato alla Beijing Film Academy e ha ottenuto il prestigioso Bachelor in fotografia nel 2003. Ha lavorato per la rivista Life e attualmente collabora con la testata Beijing News.
E’ il primo artista della Cina continentale ad utilizzare la tecnica del collodio umido.
Vive e lavora a Pechino, ha esposto le sue opere per la prima volta in Italia, al Festival Fotografico Europeo, in tutta la Cina e in America.
Tiene conferenze e ha vinto prestigiosi Premi.

THE WARRING STATE

The Warring State ha l’intento di rappresentare la Cina Moderna, mediante una visione contemporanea e nel contempo una più antica tecnica fotografica.
Sono passati oltre centocinquant’anni dall’invenzione della fotografia ma il fascino della manualità resta immutato.
Molti fotografi cinesi e stranieri stanno documentando i cambiamenti della Cina, un Paese molto grande e con tante peculiarità, che identificano i differenti territori.
Molte persone famose, come John Tomson, Ernst Ohlmer, Lai-Afong, hanno scattato le prime fotografie della Cina, che ancora oggi possiamo guardare con interesse, anche le nuove generazioni. A quel tempo, tutti usavano una macchina di legno e la lastra di vetro per scattare foto, con tempi molto lenti e molto meditativi, lasciando testimonianze visive perpetue che da ricordo si tramutano in memoria per questo antico Paese.
Oggi tutti possono scattare fotografie facilmente, senza preoccuparsi della tecnica, il digitale ha democratizzato la fotografia, ma anche massificato il pensiero.
Sono però cambiate le scene riprese oltre cento anni or sono, e i luoghi sono cambiati perdendo la propria identità.
Da qui nasce il progetto del fotografo Di Jinjun, come omaggio agli antenati, che ha amato e studiato per lungo tempo. Per le sue fotografie utilizza una antica tecnica per cercare la bellezza nella Cina contemporanea, ricreando quelle atmosfere sognanti negli scenari attuali, attingendo da alcune poesie tradizionali per trovare ispirazione.
Una serie di immagini raffinate ed evocative che si scontrano con il l’epoca moderna.
Oggi viviamo in una fitta foresta fatta di cemento e calcestruzzo.
L’autore sente il bisogno di tornare sulle grandi montagne per ritrovare le tracce dei suoi antenati, senza sfuggire alla vita quotidiana, unendo tecnica e sguardo per offrire allo spettatore una raffinata poetica interpretativa.







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