Erminio Annunzi

Nel lungo percorso fotografico professionale che lo ha portato ad affrontare molti generi diversi di fotografia, Erminio Annunzi ha collaborato con varie riviste italiane ed estere di natura a carattere divulgativo e scientifico e sue immagini sono apparse su libri e guide naturalistiche.
Inizia nel 1992 una collaborazione con l’agenzia fotografica “Daily for Press” e per l’agenzia “Associated Press”, occupandosi di fotografia sportiva e reportage; è grazie a queste collaborazioni che pubblica fotografie sulle maggiori testate giornalistiche italiane (Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport, la Voce, IL Giornale, La Repubblica).

Dal 1993 assume l’incarico di responsabile del Demo e Training Center presso Agfa Gevaert, svolgendo la funzioni di formatore sulle tecnologie di stampa e sviluppo colore e bianco/nero e sulla stampa digitale.

Parallelamente al lavoro professionale di fotografia corporate, pubblicitaria e di paesaggio, che hanno permesso di realizzare immagini per le campagne pubblicitarie di Amplifon, DeAgostini e Zurich assicurazioni, ha intrapreso personali progetti sul paesaggio naturale ed urbano; questi lavori, oltre ad essere stati utilizzati per mostre personali e collettive esposte in Italia ed all’estero, sono stati utilizzati per articoli pubblicati su molti magazine italiani ed esteri.

Dal 1999 è docente di tecnica fotografica, fotografia di paesaggio e creatività presso Istituto Italiano di Fotografia: ha all’attivo numerosi workshop fotografici e per circa nove anni è stato presente al Toscana photographic Workshop come docente.

L’attività di docente si è estesa negli ultimi anni attraverso nuove collaborazioni con Spazio Forma, La Scuola di Contrasto e NABA (Nuova Accademia di Belle Arti).

Da circa cinque anni ha iniziato una intensa collaborazione con Canon Italia, nell’ambito di questa collaborazione ricopre il ruolo di docente per i corsi di fotografia Canon Academy e per i seminari di fotografia digitale dedicati alla ripresa fotografica e alla stampa.

Alberi


Con questo progetto ci soffermiamo a riflettere sulla fotografia della natura, suggerendo differenti interpretazioni.

In particolare la serie è dedicata agli alberi, con i quali da molti anni dialoga, ritrovando quel senso di energia, di perennità e di grandezza d’animo che abilmente traduce in immagini evocative, elevando gli arbusti a un rappresentazione spirituale di vita e fecondità
Proferire con gli alberi significa vagare nel silenzio dei sentieri, ascoltando le voci tra le smeraldine fronde, ammirando le braccia nodose dei rami che si ergono al cielo, quasi a voler accarezzare quel blu per afferrare le nubi sparpagliate, con bocca affamata e un seno dolce che dalla profondità terrena si sfama di luce.

Le piante sono così longeve e nobili da mantenere i segreti, celati sotto una corteccia ruvida dalle forme più varie.

Alimentano fantasie e sogni, nutrendo scrittori di immaginazione, poeti di letizie e spasmi e gli artisti di affanni, tutti alla ricerca di visioni e fantasticherie per sorprendere fanciulli e adulti nell’elegia del sogno.

Erminio Annunzi si approccia discretamente tramite esperienze vissute, intende l’albero come rinascita personale, di purificazione, di legame alla vita, spogliandosi di tutte le apparenze dinanzi a tale solennità, per lasciarsi trasportare dalla vigoria e dalla meditazione.
Le sue mani e il suo sguardo affondano in profondità, dalle radici ripartono fino alla sommità che i chiarori rendono intensa, in un processo tra realtà e trascendenza che diviene figurazione dell’inconscio e metafora dell’esistenza.

Solo così le sue immagini prendono forma, evocando la bellezza che nei silenzi ritrova la primigenia linfa, il rifugio dell’anima, la sospensione dell’istante, solo suo, incantesimo di ogni racconto inconfessato, che viene a galla e ci appassiona.
Erminio si sente un albero, forte e imperioso nelle stagioni più rigogliose, gaio tra i colori dell’autunno, nella sinfonia delle sfumature, intimorito e sobrio nei lunghi inverni, ma resistente alle intemperie.

Le sue immagini condensano pienamente questi archetipi.

L’alternarsi dei chiaroscuri, l’oscurità che non è buio ma speranza, i bagliori a tratti abbacinanti, indefiniti e ovattati, che si irradiano nel paesaggio, disegnando la sua idea di vita e di luce, dai colori temperati o volutamente suggestivi.

Insegna una favola, con la sua elaborazione, componendo emozioni e sorprese imprevedibili, delicate per chi sa entrate nella sua dimensione, superficiali per chi non sa cogliere palpiti di poesia e l’incantesimo della forma, che delinea ogni passo.

Questa è la particolare sensazione che suscitano in me le fotografie di Erminio, che non è banale tecnica ma una sorta di percorso che conduce al raccoglimento, inducendoci ad amare l’ambiente e il territorio, dove potremo ritrovare le nostre radici.







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