Giorgio Bianchi

Giorgio Bianchi è un fotoreporter, documentarista e cineasta italiano nato nel 1973.
Nella sua fotografia Giorgio ha sempre prestato particolare attenzione alle questioni politiche e antropologiche e ha intrapreso una carriera da freelance per concentrarsi su una combinazione di progetti personali a lungo termine e incarichi dei clienti. Ha coperto storie in Siria, Ucraina, Burkina Faso, Vietnam, Myanmar, Nepal, India e in tutta Europa. Dal 2013 ha effettuato numerosi viaggi in Ucraina, dove ha seguito da vicino la crisi ucraina dalle proteste di Euromaidan fino allo scoppio della guerra tra l’esercito governativo e i separatisti filo-russi. Grazie al suo solido archivio di filmati e immagini sul conflitto di Donbass, sta realizzando un docufilm intitolato “Apocalypse Donbass”.

Nel 2016 ha iniziato a coprire il conflitto siriano.

Giorgio ha vinto numerosi premi internazionali e ha ricevuto numerosi riconoscimenti pubblici, e le sue immagini sono regolarmente pubblicate su giornali e riviste, sia su carta che online. Il suo lavoro è stato esposto in numerosi festival internazionali e nazionali. Giorgio Bianchi è attualmente rappresentato da Witness Image.

Grand Hotel Tartous

Tartous è la città che ha versato il più alto tributo di sangue per il Paese. Si riconosce dal fatto che è tappezzata di foto di “martiri” caduti per la Patria. Ogni strada, ogni numero civico, ogni scuola, ogni edificio di culto è ricoperto di foto di uomini e ragazzi, spesso giovanissimi, in mimetica. Qui più che altrove non c’è famiglia che non abbia perso qualcuno in guerra: un padre, un fratello, un figlio.

Proprio a Tartous c’è uno dei tantissimi centri per IDPs disseminati per il paese; è ospitato in una grande palazzina situata nella periferia della città.

La prima cosa a colpire all’arrivo è la grande quantità di panni stesi, la maggior parte di piccola taglia, segno che il centro ospita numerose famiglie di sfollati tra le quali un gran numero di bambini.

Il supervisor dell’edificio, Yasser Al Abaas, è uno sfollato anche lui proveniente da Homs.

Solo nella città di Tartous sono presenti 23 di questi centri; questo in particolare ospita 83 famiglie per un totale di 400 persone.

Ogni assegnatario dispone di una stanza le cui dimensioni variano in base alla composizione del nucleo familiare. Ogni occupante ha una storia da raccontare per lo più fatta di affetti o luoghi cari dovuti abbandonare in tutta fretta a causa dei terroristi.

Ogni stanza corrisponde ad un mondo fatto di mobili, di elettrodomestici, di oggetti di uso quotidiano, di libri e di ricordi, poiché ognuno di questi ambienti custodisce tutta la vita di queste persone.







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