Roberto Bosio

Roberto Bosio inizia ad interessarsi di fotografia a partire dal 1991, partecipando a diverse ricerche finalizzate alla documentazione del paesaggio lombardo, alle quali tutt’ora lavora e ha collaborato con editori per alcuni libri e con l’Unione Industriali della provincia di Varese. E ‘impegnato in campagne fotografiche per la pubblicazione di volumi e per la realizzazione di mostre itineranti. Da tempo si dedica inoltre a ricerche personali, ottenendo consensi di critica per l’originalità dei progetti e delle tecniche impiegate. Ha sperimentato antiche tecniche di stampa partecipando a corsi specifici. Annovera numerose esposizioni collettive ed è autore di mostre personali, presentate in Italia e all’estero. Presente in fiere specializzate a Milano e Parigi. Particolarmente apprezzato il progetto fotografico “Interni d’arte”, pubblicato nel libro della collana d’autore AFI, “Varese una provincia d’amare”(2013). Qui Bosio intraprende un viaggio nel varesotto, tra Rinascimento ed Ottocento, coniugando amabilmente ville storiche e interni con elementi originari, scale marmoree, boiserie, pavimenti in legno e volte affrescate. Una ricerca affascinante attraverso il tempo e lo spazio, le luci e i colori e le gradazioni cromatiche di villa Buttafava, villa Cicogna Mozzoni, villa Bossi, villa Borghi. Il suo percorso di documentazione sulla valle Olona è stato, in parte, pubblicato nel libro “Il tempo della valle” ( 2012), edito sempre dall’AFI, così come in “Terre, identità, lavoro. L’agricoltura vista dalla fotografia” (2012) dove Bosio si concentra sull’architettura agricola in abbandono nella provincia di Novara. Un lavoro che si colloca tra la documentazione di un bene collettivo da tutelare e una più attenta interpretazione fotografica che, nella sua pulizia formale, svela un mondo poetico e ammaliante.

Tuttavia la ricerca fotografica di Roberto Bosio non è mai paga, così scopriamo anche lavori di sperimentazione sulle geometrie del corpo, nel libro “Fotografia d’autore. Gli sguardi, le storie, le ricerche” (2013). Il lavoro di Bosio tratteggia una particolare visione del corpo umano femminile; poco interessato ad una visione realistica, trasforma il corpo in forme spigolose e solide, ma anche sinuose ed armoniose dalla fisionomia astratta e coinvolgente.

Il suo ultimo progetto fotografico indaga la città di Legnano, scegliendo la notte come momento massimo di espressione. I suoi scatti rivelano dicotomie percettive, da una parte il silenzio, dall’altra la vivacità dei colori e dei luoghi di ritrovo che, paradossalmente, vivono una dimensione tutta propria di notte, quasi sospesa e misteriosa, lontana dalla frenesia cittadina. E’ possibile godere di questo viaggio onirico sfogliando le pagine del libro “Legnano, la città, gli sguardi, la luce” (2015). Le sue ultime pubblicazioni “NOVARA, dialoghi visivi tra architetture e paesaggio” ( 2015), “Castellanza, sguardi- memorie-futuro” ( 2016).

E’ membro dell’Archivio Fotografico Italiano con compiti organizzativi e progettuali.

INTERNI

Amante del paesaggio e delle architetture, da qualche anno Roberto Bosio si dedica con interesse alla fotografia di interni, sperimentando una propria visione.

Da attento osservatore, pianifica le sue riprese scegliendo luoghi che più lo affascinano, dalle ville d’epoca alle dimore in abbandono, all’archeologia industriale, alla ricerca di segni che trasforma in campiture geometriche e purezza formale.

Con gusto estetico concepisce inquadrature ben definite, isolando dettagli che propongono concetti figurativi che trasformano i motivi geometrici in fughe prospettiche, ingentilite dai toni lievi che ne esaltano la grazia, dall’essenza tattile.

Nelle immagini di Bosio pare che il tempo viva una sorta di sospensione, le linee si fondono allo spazio mediante trame luminose tenui, concentrando la forma, il colore e la luce in una affascinante narrativa, che fa dell’essenzialità la struttura visiva insita nel linguaggio espressivo dell’autore.
(Claudio Argentiero)







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