Vittorio Pigazzini

è nato a Monza nel 1929 dove tuttora vive.
Si è laureato in chimica pura nel 1954.
Appassionato di fotografia sin dall’infanzia, ha iniziato soltanto nel 1975 l’attività di fotografo professionista e giornalista indipendente, occupandosi in particolare di natura, ecologia, problemi ambientali, parchi nazionali e aree protette. Fotografa inoltre il paesaggio, l’architettura, i giardini, i fiori.
Per anni ha fotografato anche opere d’arte e artisti collaborando con varie gallerie d’arte di Milano.
Ha fornito articoli e immagini a riviste come Airone, Oasis, Scienza e Vita nuova, Arte, Gardenia, Giardini, Tutti Fotografi, e a case editrici per libri e enciclopedie.
Sue immagini in bianco e nero sono nelle collezioni della Bibliothéque Nationale de France e del Musée des Arts et Traditions Populaires a Parigi e nella collezione Afi.
Ha tradotto libri sulla natura e la fotografia dal Francese e dall’Inglese ed è autore di libri in cui la fotografia sublima l’ambiente con accenti interpretativi.

Scenari d’acqua e di ghiaccio

La fotografia come esperienza estetica e spirituale a un tempo.

L’amore per la natura chiave di esplorazioni e scoperte.

Ore di attività silenziosa e solitaria, in immersione completa in ambienti naturali affascinanti, come foreste, montagne, paludi, ma anche campi, parchi e giardini.

La passione per l’arte moderna, che porta il fotografo a creare immagini molto grafiche di tipo astratto, leggibili come opere informali, ma pur sempre riconoscibili.

La scoperta del digitale, all’avvicinarsi dell’ottantesimo compleanno dell’artista, una sorpresa inaspettata quanto feconda di possibilità nuove e di un rinnovamento radicale delle sue esperienze. L’imponenza delle montagne e la drammaticità dei ghiacciai, i colori delle rocce dolomitiche, o quelli del granito del Monte Bianco. Il fascino delle falesie strapiombanti sul mare. L’acqua, immobile o impetuosa, che gioca con la luce e sa assumere forme diverse: è mare e lago, fiume e torrente, cascata, ma anche pioggia, neve e ghiaccio. Le foreste che offrono suggestive prospettive spaziali e sensazioni fisiche concrete, che circondano chi vi si trova col variare sorprendente di luci e colori, e con il fascino del sottobosco coi suoi aspetti minimi. La natura poi trasformata dall’uomo, dei campi e dei giardini, con aspetti diversamente affascinanti. E la vita inserita nella totalità della natura, con un sentimento appassionato per il regno vegetale e con le più difficili esplorazioni del regno animale, dagli insetti ai mammiferi, con la loro spesso furtiva presenza.

Una mostra, un libro e un percorso estetico che mette in relazione ricerca, documentazione, invenzione personale.







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